![225px-Via_Sistina_30_ottobre_2008[1] 225px-Via_Sistina_30_ottobre_2008[1]](http://ilrossopomodoro.files.wordpress.com/2009/07/225px-via_sistina_30_ottobre_20081.jpg?w=500)
Ha scelto di chiamarsi “Onda” (o “Onda Anomala”) il movimento di studenti universitari e medi nato negli atenei e nelle scuole superiori italiane nell’autunno del 2008[1]. La nascita di tale movimento studentesco è legata all’approvazione dei Decreti Legge n° 112/2008 e n° 137/2008, adottati durante l’estate e successivamente convertiti in Legge (rispettivamente Legge n° 133 del 6 agosto 2008 e Legge n° 169 del 29 ottobre 2008).
Le critiche che l’Onda ha mosso ai suddetti provvedimenti legislativi sono state principalmente di due ordini, giuridico e socio-economico.
-sotto il primo punto di vista, è stato obiettato che le leggi in questione violano, nella lettera e nella sostanza, la Costituzione Italiana, e più precisamente gli Articoli nn° 3, 9, 33 e 34;
-sotto il secondo punto di vista, è stato messo in evidenza la scomparsa di numerosi posti di lavoro, l’abbassamento di qualità delle istituzioni della formazione che verrebbero subordinate a consigli d’amministrazione con partecipazione di privati e, quindi, alle logiche di mercato, con un conseguente aumento delle tasse universitarie tale da rendere l’Università inaccessibile ai meno abbienti.
Inoltre, i tagli sono stati presentati dal governo come un mezzo per combattere gli sprechi, ma è stato obiettato da un lato che il carattere indiscriminato dei tagli non colpisce gli sprechi in alcun modo, dall’altro che, nello stesso tempo, vengono varate dal Governo decisioni che comportano spese giudicate inopportune e inutili, come per esempio l’acquisto di lavagne multimediali per le scuole per un ammontare di 20 milioni di euro[3]. Questa critica è stata esposta in maniera sempre più viva in particolare in relazione al panorama di degrado dell’edilizia pubblica scolastica che, nel periodo delle contestazioni, ha portato alla morte di uno studente di 17 anni durante un crollo del soffitto del Liceo Darwin di Rivoli.[4] Le reazioni del movimento hanno portato a cortei spontanei e al blocco del Torino Film Festival che si svolgeva proprio in quei giorni nel capoluogo piemontese.
Inoltre, è stato rilevato che nei momenti di crisi economica è sconsigliabile tagliare sui settori della formazione, che sono considerati assolutamente necessari per il funzionamento di una società, delle sue istituzioni e della sua economia.
Da queste accuse il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, il Ministro dell’Economia e Finanze Giulio Tremonti e il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Maria Stella Gelmini si sono sempre difesi, anche se gli esponenti del movimento si sono dichiarati sempre insoddisfatti da queste risposte.
In un’occasione, Silvio Berlusconi si è spinto oltre, dichiarando l’intento di inviare le forze dell’ordine nelle scuole e negli atenei a sedare la proteste[6].
D’altro canto, il 23 ottobre 2008 il Presidente Emerito Francesco Cossiga, in un’intervista al Quotidiano Nazionale, propose al Ministro dell’Interno Roberto Maroni la sua soluzione per contenere il dissenso universitario nei confronti della Legge n° 133/2008: evitare di chiamare in causa la polizia, ma screditare il movimento studentesco infiltrando agenti provocatori, e solo allora, dopo i prevedibili disordini, “le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale”. Nell’affermare ciò Francesco Cossiga sostiene che il terrorismo degli anni ’70 era partito proprio dalle università, e conferma di avere già attuato una strategia simile quando egli stesso era stato Ministro dell’Interno.
Oltre ad innumerevoli manifestazioni locali, cortei autorizzati e non, che hanno percorso tutte le città d’Italia dall’inizio di ottobre 2008, ha dato luogo a varie manifestazione nazionali con centinaia di migliaia di persone in occasione degli scioperi convocati da diversi sindacati:
-il 17 ottobre a Roma e a Milano 1° NO GELMINI DAY in occasione dello sciopero dei sindacati di base,
-il 30 ottobre 2° NO GELMINI DAY in moltissime città in occasione dello sciopero nazionale della scuola della CGIL,
-il 14 novembre a Roma, 3° NO GELMINI DAY in occasione dello sciopero nazionale dell’università della CGIL.
-il 12 dicembre in numerose città in occasione dello sciopero generale indetto dalla CGIL e dai Sindacati di Base.
Una settimana prima del 3° NO GELMINI DAY (14 novembre) si è tenuta la prima assemblea nazionale dell’Onda nel plesso didattico occupato di Viale Morgagni a Firenze, seguita poi 15 e 16 novembre da una seconda assemblea nazionale nelle aule dell’Università La Sapienza occupate dagli studenti.
Il Movimento Studentesco dell’Onda Anomala è stato esplicitamente appoggiato da intellettuali come Ezio Mauro, Umberto Eco, Massimiliano Fuksas, Stefano Rodotà, Adriano Prosperi e Salvatore Settis.
Di seguito una cronologia degli episodi più significativi:
-6 ottobre 2008 il polo scientifico dell’Università degli Studi di Firenze viene occupato dagli studenti in seguito ad un’assemblea straordinaria, dando inizio alle mobilitazioni studentesche a Firenze e in Italia
-8 ottobre vengono occupati all’Università di Pisa il polo didattico “Carmignani” e il rettorato in seguito ad un’assemblea straordinaria autoconvocata che ha riempito Piazza dei cavalieri. Nelle ore successive dall’ufficio stampa del rettorato occupato viene proclamato lo stato di agitazione permanente.
-14 ottobre alla Sapienza di Roma un corteo interno parte dalla facoltà di lettere e blocca le lezioni. Viene occupata l’Aula 6 e viene proclamato lo stato di “agitazione permanente”
-15 ottobre sempre alla Sapienza un altro corteo interno sfila per le facoltà dell’ateneo. A Napoli un corteo spontaneo parte dall’università Federico II e percorre le strade del centro.
-16 ottobre dalla Sapienza di Roma dopo un’assemblea d’ateneo generale si muove un corteo non autorizzato che attraversa le strade della città e, dopo una contestazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze, occupa i binari della stazione Termini.
-17 ottobre in occasione dello sciopero nazionale del sindacalismo di base a Roma migliaia di studenti deviano dal percorso del corteo e raggiungono il Ministero dell’Istruzione sul lungotevere dopo aver sfondato un cordone di carabinieri.
-20 ottobre 15.000 studenti sfilano per le strade di Palermo in un corteo non autorizzato partito dalla facoltà di Lettere e Filosofia in viale delle Scienze.
-21 ottobre a Torino dopo un corteo spontaneo viene occupato Palazzo Nuovo, a Milano, Firenze e a Napoli migliaia di studenti si riversano per le strade in cortei spontanei. A Bologna durante un corteo non autorizzato viene occupata la stazione. A Roma si celebra l’”assedio” al Senato Accademico.
-23 ottobre a Roma un corteo di circa 15 mila studenti parte dalla Sapienza per dirigersi verso il Senato. Giunto a Palazzo Madama il corteo stazionerà per alcune ora lanciando slogan e insulti contro il governo.
-24 ottobre a Venezia più di 2.000 studenti si dirigono in corteo a Rialto e bloccano il ponte. A Roma nel pomeriggio circa 3.000 studenti si muovono in corteo dall’università La Sapienza e raggiungono in metropolitana (scavalcando i tornelli di ingresso) l’Auditorium, dove si sta svolgendo il Festival del Cinema, bloccando l’ingresso per diverse ore.
-26 ottobre a Roma e Napoli nascono cortei spontanei di studenti medi. Il corteo romano terminerà con un nuovo sit-in sotto al Senato.
-28 ottobre a Torino, Venezia, Roma e Palermo si moltiplicano i cortei sponanei. A Roma la mobilitazione più intensa, con sette cortei che da vari punti della città confluiscono nuovamente sotto il Senato dando vita ad un sit-in che si protrarrà fino a tarda sera.
-29 ottobre il giorno dell’approvazione della legge Gelmini al Senato si generano proteste in tutta Italia con cortei e blocchi stradali e ferroviari: a Milano cortei spontanei paralizzano la circolazione della città e vengono occupati i binari della stazione di Lambrate. A Napoli gli studenti in corteo bloccano i binari della stazione centrale. A Palermo un corteo non autorizzato blocca le strade del centro. A Roma migliaia di studenti raggiungono in corteo Palazzo Madama e presidiano piazza Navona per molte ore. Cortei spontanei si verificano anche a Torino, Alessandria, Bologna, Salerno, Firenze, Padova, Venezia, Cagliari, Genova, Catanzaro, Potenza e Messina.
-30 ottobre in occasione del grande corteo nazionale organizzato dalla CGIL in concomitanza con lo sciopero nazionale della scuola migliaia di studenti deviano dal percorso autorizzato e raggiungono il Ministero dell’Istruzione dando vita ad un “assedio” simbolico.
-7 novembre a Milano dopo l’irruzione degli universitari negli uffici della Statale gli studenti danno vita ad un corteo non autorizzato che sfila per le strade del centro. A Pisa studenti medi ed universitari occupano la stazione ferroviaria per più di due ore. Cortei spontanei anche a Bologna, Modena e Parma.[49][50][51] A Roma una manifestazione non autorizzata di 30 mila studenti, medi ed universitari, attraversa la città creando notevoli disagi alla circolazione stradale.
-14 novembre a Roma in occasione dello sciopero nazionale dell’univeristà dalla grande manifestazione nazionale del movimento studentesco il corteo sfila per le strade del centro e prosegue oltre la fine del percorso autorizzato per raggiungere Montecitorio, che verrà simbolicamente assediato per l’intera giornata.
-23 novembre a Torino gli studenti scendono in corteo spontaneo per protestare contro lo stato dell’edilizia scolastica dopo il crollo del soffitto del liceo Darwin di Rivoli che ha portato alla morte dello studente Vito Scafidi. Successivamente irrompono al Torino Film Festival interrompendo le proiezioni.
-28 novembre a Roma centinaia di studenti della Sapienza fanno irruzione nell’Aula Magna del rettorato bloccando la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico. Successivamente gli studenti scendono in corteo per le strade limitrofe alla zona universitaria bloccando il traffico.[59] A Torino centinaia di studenti universitari bloccano il centro cittadino per dirigersi verso la struttura di “Torino Incontra” dove si sta svolgendo il covegno sul futuro della città promosso dal comune di Torino e dall’Associazione Torino Internazionale. A Bologna gli studenti fanno irruzione nella sede dell’Unicredit di via Rizzoli per protestare contro la socializzazione delle perdite degli istituti di bancari.[60]
-12 dicembre il movimento organizza una giornata di “sciopero generale generalizzato” su scala nazionale insieme alla CGIL e ai Cobas.[61] In più capoluoghi i cortei degli studenti deviano dal percorso autorizzato e occupano i consolati greci in solidarietà al movimento ellenico che in quei giorni protesta per la morte dell’anarchico quindicenne Alexandros Grigoropoulos.[62]
-18 marzo 2009 in tutta Italia, nel giorno dello sciopero dei lavoratori della conoscenza, indetto dalla Flc-Cgil, l’onda torna in piazza.[63]
-28 marzo il movimento dell’Onda aderisce alla manifestazione nazionale del sindacalismo di base (CUB, Cobas, SdL) contro il G14 dei ministri del welfare sulla crisi.[64][65][66]
-4 aprile 300 studenti dell’Onda partono dalla Sapienza per dirigersi al Ministero dell’Istruzione che verrà bersagliato con un fitto lancio di scarpe (contestazione simbolica comune in tutta Europa che richiama il lancio della scarpa del cronista iracheno al Presidente degli Stati Uniti George W. Bush nel dicembre del 2008).[67] Gli studenti sfilano per le strade di Roma e occupano piazza del Campidoglio esponendo un grande striscione per contestare il protocollo sui cortei che regolamenta le manifestazioni pubbliche nella capitale.[68]
-19 maggio circa 10.000 studenti sfilano per le strade di Torino contro quello che viene definito “l’insostenibile G8 dell’università”, il G8 University Summit, un incontro internazionale che vede la presenza di 41 rettori delle università italiane e rappresentanze di oltre 200 atenei di tutto il mondo.
Ha scelto di chiamarsi “Onda” (o “Onda Anomala”) il movimento di studenti universitari e medi nato negli atenei e nelle scuole superiori italiane nell’autunno del 2008[1]. La nascita di tale movimento studentesco è legata all’approvazione dei Decreti Legge n° 112/2008 e n° 137/2008, adottati durante l’estate e successivamente convertiti in Legge (rispettivamente Legge n° 133 del 6 agosto 2008 e Legge n° 169 del 29 ottobre 2008).
Le critiche che l’Onda ha mosso ai suddetti provvedimenti legislativi sono state principalmente di due ordini, giuridico e socio-economico.
-sotto il primo punto di vista, è stato obiettato che le leggi in questione violano, nella lettera e nella sostanza, la Costituzione Italiana, e più precisamente gli Articoli nn° 3, 9, 33 e 34;
-sotto il secondo punto di vista, è stato messo in evidenza la scomparsa di numerosi posti di lavoro, l’abbassamento di qualità delle istituzioni della formazione che verrebbero subordinate a consigli d’amministrazione con partecipazione di privati e, quindi, alle logiche di mercato, con un conseguente aumento delle tasse universitarie tale da rendere l’Università inaccessibile ai meno abbienti.
Inoltre, i tagli sono stati presentati dal governo come un mezzo per combattere gli sprechi, ma è stato obiettato da un lato che il carattere indiscriminato dei tagli non colpisce gli sprechi in alcun modo, dall’altro che, nello stesso tempo, vengono varate dal Governo decisioni che comportano spese giudicate inopportune e inutili, come per esempio l’acquisto di lavagne multimediali per le scuole per un ammontare di 20 milioni di euro[3]. Questa critica è stata esposta in maniera sempre più viva in particolare in relazione al panorama di degrado dell’edilizia pubblica scolastica che, nel periodo delle contestazioni, ha portato alla morte di uno studente di 17 anni durante un crollo del soffitto del Liceo Darwin di Rivoli.[4] Le reazioni del movimento hanno portato a cortei spontanei e al blocco del Torino Film Festival che si svolgeva proprio in quei giorni nel capoluogo piemontese.
Inoltre, è stato rilevato che nei momenti di crisi economica è sconsigliabile tagliare sui settori della formazione, che sono considerati assolutamente necessari per il funzionamento di una società, delle sue istituzioni e della sua economia.
Da queste accuse il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, il Ministro dell’Economia e Finanze Giulio Tremonti e il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Maria Stella Gelmini si sono sempre difesi, anche se gli esponenti del movimento si sono dichiarati sempre insoddisfatti da queste risposte.
In un’occasione, Silvio Berlusconi si è spinto oltre, dichiarando l’intento di inviare le forze dell’ordine nelle scuole e negli atenei a sedare la proteste[6].
D’altro canto, il 23 ottobre 2008 il Presidente Emerito Francesco Cossiga, in un’intervista al Quotidiano Nazionale, propose al Ministro dell’Interno Roberto Maroni la sua soluzione per contenere il dissenso universitario nei confronti della Legge n° 133/2008: evitare di chiamare in causa la polizia, ma screditare il movimento studentesco infiltrando agenti provocatori, e solo allora, dopo i prevedibili disordini, “le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale”. Nell’affermare ciò Francesco Cossiga sostiene che il terrorismo degli anni ’70 era partito proprio dalle università, e conferma di avere già attuato una strategia simile quando egli stesso era stato Ministro dell’Interno.
Oltre ad innumerevoli manifestazioni locali, cortei autorizzati e non, che hanno percorso tutte le città d’Italia dall’inizio di ottobre 2008, ha dato luogo a varie manifestazione nazionali con centinaia di migliaia di persone in occasione degli scioperi convocati da diversi sindacati:
-il 17 ottobre a Roma e a Milano 1° NO GELMINI DAY in occasione dello sciopero dei sindacati di base,
-il 30 ottobre 2° NO GELMINI DAY in moltissime città in occasione dello sciopero nazionale della scuola della CGIL,
-il 14 novembre a Roma, 3° NO GELMINI DAY in occasione dello sciopero nazionale dell’università della CGIL.
-il 12 dicembre in numerose città in occasione dello sciopero generale indetto dalla CGIL e dai Sindacati di Base.
Una settimana prima del 3° NO GELMINI DAY (14 novembre) si è tenuta la prima assemblea nazionale dell’Onda nel plesso didattico occupato di Viale Morgagni a Firenze, seguita poi 15 e 16 novembre da una seconda assemblea nazionale nelle aule dell’Università La Sapienza occupate dagli studenti.
Il Movimento Studentesco dell’Onda Anomala è stato esplicitamente appoggiato da intellettuali come Ezio Mauro, Umberto Eco, Massimiliano Fuksas, Stefano Rodotà, Adriano Prosperi e Salvatore Settis.
Di seguito una cronologia degli episodi più significativi:
-6 ottobre 2008 il polo scientifico dell’Università degli Studi di Firenze viene occupato dagli studenti in seguito ad un’assemblea straordinaria, dando inizio alle mobilitazioni studentesche a Firenze e in Italia
-8 ottobre vengono occupati all’Università di Pisa il polo didattico “Carmignani” e il rettorato in seguito ad un’assemblea straordinaria autoconvocata che ha riempito Piazza dei cavalieri. Nelle ore successive dall’ufficio stampa del rettorato occupato viene proclamato lo stato di agitazione permanente.
-14 ottobre alla Sapienza di Roma un corteo interno parte dalla facoltà di lettere e blocca le lezioni. Viene occupata l’Aula 6 e viene proclamato lo stato di “agitazione permanente”
-15 ottobre sempre alla Sapienza un altro corteo interno sfila per le facoltà dell’ateneo. A Napoli un corteo spontaneo parte dall’università Federico II e percorre le strade del centro.
-16 ottobre dalla Sapienza di Roma dopo un’assemblea d’ateneo generale si muove un corteo non autorizzato che attraversa le strade della città e, dopo una contestazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze, occupa i binari della stazione Termini.
-17 ottobre in occasione dello sciopero nazionale del sindacalismo di base a Roma migliaia di studenti deviano dal percorso del corteo e raggiungono il Ministero dell’Istruzione sul lungotevere dopo aver sfondato un cordone di carabinieri.
-20 ottobre 15.000 studenti sfilano per le strade di Palermo in un corteo non autorizzato partito dalla facoltà di Lettere e Filosofia in viale delle Scienze.
-21 ottobre a Torino dopo un corteo spontaneo viene occupato Palazzo Nuovo, a Milano, Firenze e a Napoli migliaia di studenti si riversano per le strade in cortei spontanei. A Bologna durante un corteo non autorizzato viene occupata la stazione. A Roma si celebra l’”assedio” al Senato Accademico.
-23 ottobre a Roma un corteo di circa 15 mila studenti parte dalla Sapienza per dirigersi verso il Senato. Giunto a Palazzo Madama il corteo stazionerà per alcune ora lanciando slogan e insulti contro il governo.
-24 ottobre a Venezia più di 2.000 studenti si dirigono in corteo a Rialto e bloccano il ponte. A Roma nel pomeriggio circa 3.000 studenti si muovono in corteo dall’università La Sapienza e raggiungono in metropolitana (scavalcando i tornelli di ingresso) l’Auditorium, dove si sta svolgendo il Festival del Cinema, bloccando l’ingresso per diverse ore.
-26 ottobre a Roma e Napoli nascono cortei spontanei di studenti medi. Il corteo romano terminerà con un nuovo sit-in sotto al Senato.
-28 ottobre a Torino, Venezia, Roma e Palermo si moltiplicano i cortei sponanei. A Roma la mobilitazione più intensa, con sette cortei che da vari punti della città confluiscono nuovamente sotto il Senato dando vita ad un sit-in che si protrarrà fino a tarda sera.
-29 ottobre il giorno dell’approvazione della legge Gelmini al Senato si generano proteste in tutta Italia con cortei e blocchi stradali e ferroviari: a Milano cortei spontanei paralizzano la circolazione della città e vengono occupati i binari della stazione di Lambrate. A Napoli gli studenti in corteo bloccano i binari della stazione centrale. A Palermo un corteo non autorizzato blocca le strade del centro. A Roma migliaia di studenti raggiungono in corteo Palazzo Madama e presidiano piazza Navona per molte ore. Cortei spontanei si verificano anche a Torino, Alessandria, Bologna, Salerno, Firenze, Padova, Venezia, Cagliari, Genova, Catanzaro, Potenza e Messina.
-30 ottobre in occasione del grande corteo nazionale organizzato dalla CGIL in concomitanza con lo sciopero nazionale della scuola migliaia di studenti deviano dal percorso autorizzato e raggiungono il Ministero dell’Istruzione dando vita ad un “assedio” simbolico.
-7 novembre a Milano dopo l’irruzione degli universitari negli uffici della Statale gli studenti danno vita ad un corteo non autorizzato che sfila per le strade del centro. A Pisa studenti medi ed universitari occupano la stazione ferroviaria per più di due ore. Cortei spontanei anche a Bologna, Modena e Parma.[49][50][51] A Roma una manifestazione non autorizzata di 30 mila studenti, medi ed universitari, attraversa la città creando notevoli disagi alla circolazione stradale.
-14 novembre a Roma in occasione dello sciopero nazionale dell’univeristà dalla grande manifestazione nazionale del movimento studentesco il corteo sfila per le strade del centro e prosegue oltre la fine del percorso autorizzato per raggiungere Montecitorio, che verrà simbolicamente assediato per l’intera giornata.
-23 novembre a Torino gli studenti scendono in corteo spontaneo per protestare contro lo stato dell’edilizia scolastica dopo il crollo del soffitto del liceo Darwin di Rivoli che ha portato alla morte dello studente Vito Scafidi. Successivamente irrompono al Torino Film Festival interrompendo le proiezioni.
-28 novembre a Roma centinaia di studenti della Sapienza fanno irruzione nell’Aula Magna del rettorato bloccando la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico. Successivamente gli studenti scendono in corteo per le strade limitrofe alla zona universitaria bloccando il traffico.[59] A Torino centinaia di studenti universitari bloccano il centro cittadino per dirigersi verso la struttura di “Torino Incontra” dove si sta svolgendo il covegno sul futuro della città promosso dal comune di Torino e dall’Associazione Torino Internazionale. A Bologna gli studenti fanno irruzione nella sede dell’Unicredit di via Rizzoli per protestare contro la socializzazione delle perdite degli istituti di bancari.[60]
-12 dicembre il movimento organizza una giornata di “sciopero generale generalizzato” su scala nazionale insieme alla CGIL e ai Cobas.[61] In più capoluoghi i cortei degli studenti deviano dal percorso autorizzato e occupano i consolati greci in solidarietà al movimento ellenico che in quei giorni protesta per la morte dell’anarchico quindicenne Alexandros Grigoropoulos.[62]
-18 marzo 2009 in tutta Italia, nel giorno dello sciopero dei lavoratori della conoscenza, indetto dalla Flc-Cgil, l’onda torna in piazza.[63]
-28 marzo il movimento dell’Onda aderisce alla manifestazione nazionale del sindacalismo di base (CUB, Cobas, SdL) contro il G14 dei ministri del welfare sulla crisi.[64][65][66]
-4 aprile 300 studenti dell’Onda partono dalla Sapienza per dirigersi al Ministero dell’Istruzione che verrà bersagliato con un fitto lancio di scarpe (contestazione simbolica comune in tutta Europa che richiama il lancio della scarpa del cronista iracheno al Presidente degli Stati Uniti George W. Bush nel dicembre del 2008).[67] Gli studenti sfilano per le strade di Roma e occupano piazza del Campidoglio esponendo un grande striscione per contestare il protocollo sui cortei che regolamenta le manifestazioni pubbliche nella capitale.
-19 maggio circa 10.000 studenti sfilano per le strade di Torino contro quello che viene definito “l’insostenibile G8 dell’università”, il G8 University Summit, un incontro internazionale che vede la presenza di 41 rettori delle università italiane e rappresentanze di oltre 200 atenei di tutto il mondo.